Sava: tutto pronto per la XIV Edizione del Corteo Storico dello Schiavo

Si rinnova l’appuntamento organizzato dalla Pro Loco UNPLI di Sava con il Corteo Storico dello Schiavo, giunto alla XIV Edizione. L’evento del Corteo, che sfilò per le vie della novella Sava per
accompagnare lo schiavo liberato alla Mater Domini per il battesimo, è descritto nei “Cenni storici di Sava” di Padre Primaldo Coco.
Forse è uno dei più antichi eventi di partecipazione collettiva (nobili e popolani) giunti fino a noi.
Molti ricordano che non ci fu miracolo, infatti l’evento non sarà riconosciuto dalla Chiesa ufficiale ma a maggior ragione con la rievocazione della leggenda si intende festeggiare la liberazione dello schiavo: per merito del suo padrone che ha rinunciato ai suoi interessi, grazie a qualcuno che lo ha aiutato a liberarsi, o anche su una segreta iniziativa di popolani che lo avrebbero liberato dandone il merito (o la colpa) al Soprannaturale. In una di queste iniziative terrene, per chi lo volesse scorgere, si può intravedere il vero miracolo.
Ma questa è anche l’occasione per riscoprire i personaggi di quegli anni e in particolare i nobili. Nel 1605 Signora e Padrona di Sava era la Baronessa Ippolita Prato, giusta, generosa con la popolazione, che riusciva ad intrattenere relazioni significative con la piccola comunità savese. In quell’anno era al suo secondo matrimonio; viveva insieme ai suoi due figli, Andrea e Francesca nell’attuale Casa Comunale.
Altra figura nobile, questa volta negativa, è Mario Tarallo, nobile leccese che, in cambio di 2.220 ducati all’anno, per due anni, dal 1594 al 1596, prese in affitto la Baronia di Sava, vessando in tutte le maniere la cittadinanza.
La Baronessa Ippolita Prato era signora anche dei due borghi, già all’epoca “inabitati” di Aliano e Pasano (colonie romane delle due famiglie “Alius” e “Paccius”). Gli abitanti dei due paesini, incapaci di fronteggiare le sanguinose scorrerie dei Turchi, furono costretti ad abbandonare i loro luoghi natìi per rifugiarsi nell’attuale territorio di Sava, dove esistevano miriadi di caverne collegate fra di loro, nelle quali era facile nascondersi e “li Castieddi”, antiche torri merlate difensive.
Gli abitanti di Sava, sono i discendenti degli abitanti dei due villaggi, che superando le differenze sono riusciti a dimenticare la nostra duplice origine. La tolleranza, l’accettazione dell’altro, è un valore che i savesi e che rappresentano nel Corte Storico
Domenica scorsa, sempre la Pro Loco, ha indetto gare medievali fra Aliano (squadra rossa) e Pasano (squadra bianca). Si è trattato di esibire antiche abilità come travasare acqua, “muzzica fai”, “fari pizzarieddi e orecchiette”, sfilare maglioni e raggomitolarli, etc..etc…
Da quest’anno il Corteo Storico verrà rallegrato dal “Gruppo Tamburellisti” della Pro Loco, costituito da elementi in divisa di tutte le età, la cui preparazione musicale è stata curata da Giuseppe Fabbiano con la supervisione del Direttore d’Orchestra Alessandro Pichierri.
Dall’anno prossimo ci saranno anche gli sbandieratori.

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