S.E.L. sul pasticcio discariche: perplessità sulla gestione dei nuovi Organismi

Il pasticcio discariche di questi giorni in provincia di Taranto è stato al centro di una conferenza stampa di Sinistra Ecologia e Libertà che ha cercato di chiarire l’ingarbugliata vicenda che rischia ora di produrre una serie di conseguenze negative sulla gestione dei RSU di tutta la provincia, aggravando notevolmente i costi al cittadino.
“L’O.G.A. – rilevano da Sel – ha Deliberato due decisioni diverse nel giro di 3 giorni: la Delibera n. 3 del 13/11 con la quale dava mandato al Sindaco di Manduria di Ordinare alla società “Manduriambiente” di proseguire per 15 giorni lo smaltimento presso la
Discarica “La Chianca”; la Delibera n. 4 del 16/11 con la quale invece (dopo aver “preso atto delle dichiarazioni del Sindaco di Manduria” e “pur confermando la Delibera n. 3/13”), dava mandato al Sindaco di Massafra di Ordinare, per 60 giorni, alla società Cisa di “raccogliere e gestire nel suo ciclo ordinario” gli stessi RSU in questione.
Questo – continua Sel – è accaduto poiché dopo la prima Delibera il Sindaco di Manduria ha opposto il proprio rifiuto, facendosi supportare da un parere del Consiglio Comunale, ad emettere l’Ordinanza per il conferimento a Manduria.
Un atteggiamento che ha costretto l’O.G.A. a produrre dopo tre giorni la seconda Delibera che, al contrario, il Sindaco di Massafra ha tradotto, seduta stante, in una sua Ordinanza sindacale (n.218 del 16/11) grazie alla quale dallo stesso giorno i rifiuti di tutto l’ATO/TA vengono conferiti presso gli impianti Cisa.
Cinque giorni dopo il Consiglio Comunale di Massafra si è riunito a sua volta dando mandato al Sindaco Tamburrano di riconvocare l’O.G.A., da egli stesso presieduto, per cessare il conferimento aggiuntivo a Massafra e chiedere al Prefetto di Taranto di sovraintendere sulla regolarità delle decisioni precedenti.”
Occorre fare chiarezza su tutta questa vicenda non solo rispetto alle polemiche sviluppatesi in questi giorni ma, soprattutto, perché sostengono i rappresentanti di SEL che le decisioni dell’O.G.A. possano produrre conseguenze negative sia dal punto di vista economico per i cittadini che per la corretta, sicura e igienicamente, gestione dei Rifiuti Solidi Urbani: Il sito “La Chianca di Manduria”, ricordano i vendoliani, sarebbe non solo regolarmente autorizzato per altri 7 anni e individuato, al pari di Massafra, al servizio del Bacino di riferimento ma anche assegnatario di un finanziamento di 2,4 mln di euro da parte della Regione per la dotazione impiantistica più altre risorse in arrivo per la differenziata. Rilevano seri dubbi sulla legittimità della decisione dell’O.G.A. e sulla conseguente Ordinanza n.218 del Sindaco di Massafra poiché prima di disporre il conferimento di circa il doppio dei RSU giornalieri agli impianti “Cisa” avrebbero dovuto richiedere il parere agli Enti preposti (ARPA e ASL), come previsto dallo stesso art. 191 del D.lgs 152/06 richiamato nel provvedimento, al fine di indicare le relative prescrizioni e accorgimenti da adottare per un impianto che deve inaspettatamente gestire questo vertiginoso aumento di Rifiuti, rispetto a quello per cui è predisposto.
“Solleviamo, pertanto, rilevanti perplessità sulla gestione dei nuovi Organismi individuati che già da queste prime battute, non sembrano in grado di garantire gli obiettivi che il nostro territorio deve necessariamente raggiungere. Temiamo che questa modalità, rischi di causare il monopolio della gestione dei RSU di tutto il Bacino in un solo luogo, proprio lo stesso dove c’è l’inceneritore Appia Energy di Massafra che ha chiesto il raddoppio della sua capacità di bruciare Rifiuti”
Respingendo la richiesta di intervento economico della Regione Puglia avanzata in questi giorni da qualche sindaco, i rappresentanti di Sel ritengono che sia giunto il momento di imprimere un deciso cambio di marcia in direzione della raccolta differenziata con la separazione a monte della frazione umida, da avviare a produzione di compostaggio per l’agricoltura, e della parte non differenziabile da avviare al trattamento meccanico a freddo per il recupero di materia, ribaltando così la logica della gestione unica che, evidentemente, comporterebbe anche la scelta unica del recupero di energia attraverso l’incenerimento.
“Non è più il caso di fare sconti a niente e nessuno ma occorre far valere con tutti i mezzi a disposizione (finanche a proporre di commissariare gli Enti che commettono omissioni), la scelta più corretta e rispettosa possibile dell’ambiente che poi è quella che apre la strada a nuovi investimenti in grado di produrre posti di lavoro e una reale distribuzione democratica della ricchezza. I presupposti ci sono tutti -conclude Sel – e si può fare a partire da adesso, approfittando della nuova gara per la gestione e per la dotazione impiantistica da realizzare nell’ex ATO/3 che deve optare appunto per il compostaggio dell’umido e il recupero di materia.”

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