Rapinarono una gioielleria a Parma: in manette cinque brindisini

Brindisi – Avrebbero messo a segno una violenta rapina in una gioielleria di Parma. Con l’accusa di rapina aggravata e sequestro di persona in concorso sono stati arrestati stamane dagli agenti della sezione antirapina della Squadra Mobile di Brindisi

, insieme ai colleghi della Squadra Mobile della città emiliana, i pregiudicati Davide Pepe, 34 anni, Nicola Iurlo, 20, entrambi di Brindisi, e Girolamo Andrea Diodicibus, 29, anche lui brindisino ma residente in Emilia.

I fatti contestati si riferiscono allo scorso febbraio quando i tre, insieme ad un altro pregiudicato brindisino al momento sfuggito alla cattura, fecero irruzione nella gioielleria parmense e, sotto la minaccia delle armi, immobilizzarono e sequestrarono i titolari dell’esercizio. Per farsi consegnare il denaro, i malviventi non esitarono a malmenare selvaggiamente i titolari del negozio. Dopo aver portato via oro, per un valore di circa 1.000.000 di euro, i tre fuggirono non prima di essere immortalati da alcune videocamere di sorveglianza.
La Squadra Mobile di Parma, grazie alle impronte, è riuscita a risalire all’identità di uno degli autori materiali, Nicola Iurlo, e, con la collaborazione della Squadra Mobile di Brindisi, è giunta all’individuazione anche di uno dei suoi complici, quello al momento irreperibile. Utile anche il riconoscimento visivo effettuato sulle immagini.

In manette sono finiti anche altri due pregiudicati brindisini, Vincenzo Trono, di 29, e Giovanni Antico, di 30, accusati invece di furto aggravato e ricettazione di un’auto che doveva servire per un progetto criminoso a Parma mai portato a termine. Gli investigatori emiliani hanno, infatti, fatto luce su un altro episodio avvenuto, sempre a febbraio, in cui Antico e Trono, con la complicità di Diodicibus e di un altro individuo di Parma, si appropriarono di un registratore di cassa di un supermercato e progettarono la commissione di un altro delitto da compiere con l’auto rubata.
Sulla base dei risultati delle indagini sono stati quindi emessi dal gip del Tribunale di Parma Maria Cristina Sarli, su richiesta del pubblico ministero Paola Dal Monte, i provvedimenti di custodia cautelare in carcere notificate oggi.

Davide Pepe, proprio qualche settimana fa, fu fatto oggetto di un misterioso agguato, avvenuto nel quartiere Sant’Elia di Brindisi, in cui venne ferito di striscio da alcuni colpi di fucile. La sera dopo l’agguato vennero esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di una abitazione in via Cellini, luogo noto poiché vi abitano numerosi pregiudicati. Non si esclude che i due episodi fossero legati tra loro, motivo per cui, anche l’autorità giudiziaria del capoluogo emiliano, avrebbe posto particolare celerità nell’emissione dei provvedimenti cautelari.

polizia

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