Puglia: il livello del mare arretra 10 metri all’anno a causa dei cambiamenti climatici

“In Puglia l’innalzamento del livello del mare per fatti climatici e l’impatto antropico sulle aree di alimentazione delle spiagge con la costruzione di opere di regimazione fluviale
(dighe, bretelle, derivazioni) e di consolidamenti dei versanti o di opere a difesa di strutture costiere, hanno ridotto l’alimentazione delle spiagge che oggi, in Puglia registrano arretramenti anche di 10 metri all’anno”.
E’ uno dei dati emersi nel corso di uno studio condotto dai geomorfologi italiani che hanno fatto sopralluoghi e approfondito casi studio distribuiti lungo tutta la fascia costiera italiana. I risultati dell’attività di ricerca, che dura da diversi anni, verranno presentati alla stampa per la prima volta in assoluto a Taranto, Venerdì 29 settembre.
L’attività è stata condotta dai ricercatori geomorfologi in accordo con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Per la presentazione nazionale dello studio è stata scelta la Puglia perché ha coste splendide dove però insistono rischi geologici come l’erosione.
“Abbiamo fatto uno studio lungo tutte le coste d’Italia, durato 3 anni, elaborando simboli metodi di riconoscimento dei fenomeni di rischio geologico costiero, dando vita ad un nuovo linguaggio scientifico, approvato dall’Ispra e che verrà adottato in tutte Italia. Ne è nata una sperimentazione di cartografia geomorfologica digitale delle coste italiane, grazie alla quale sarà possibile evidenziare le aree in crisi e che hanno una particolare dinamica. Ad esempio abbiamo evidenziato le zone di costa con spiaggia in erosione, quelle con falesie di crollo, quelle con grotte marine, quelle con spiagge in avanzamento, quelle con aree soggette ad inondazione. Venerdì, per la prima volta illustreremo alla stampa, i risultati inediti di questa attività di ricerca”. Lo ha annunciato oggi, Giuseppe Mastronuzzi, geomorfologo dell’Università di Bari e Coordinatore del Gruppo di Ricerca sulla Morfodinamica Costiera istituito dall’Associazione Italiana di Geografia fisica e Geomorfologia (AIGeo).

“Questa carta geomorfologica, nata sulla base degli studi scientifici condotti in questi ultimi 3 anni, dice come si comporta e come si comporterà una costa – ha proseguito Mastronuzzi – e lo fa usando un linguaggio, quello elaborato da noi ed ora riconosciuto in tutta Italia. E’ un risultato importante perché tutto il materiale prodotto negli ultimi 3 anni di ricerca, servirà alla pianificazione della gestione della fascia costiera italiana. Da oggi abbiamo maggiori informazioni fondamentali anche a prevenire i rischi geologici lungo la costa. Siamo dinanzi a risultati di alto profilo scientifico, ottenuti grazie all’attività condotta dal Gruppo di Ricerca sulla Morfodinamica Costiera istituito dall’Associazione Italiana di Geografia fisica e Geomorfologia”
E in Puglia le spiagge arretrano anche di 10 metri all’anno.
“Ad esempio in Puglia lo studio di siti archeologici costieri distribuiti lungo l’adriatico e lo Jonio (Polignano, Egnatia, Santa Sabina, Torre Guaceto, Punta Penne a Brindisi, Torre Saturo, Torre Ovo in confronto con altri 13 siti nel Mediterraneo) ha evidenziato che qui il livello del mare si è sollevato di circa 15 cm negli ultimi 1000 anni – ha continuato Mastronuzzi – e di circa 90 cm negli ultimi 2000 anni! Superiamo il valore medio di aumento del livello del mare che in questo posto dell’Italia sta registrando circa i 5 mm all’anno
L’innalzamento del livello del mare e l’impatto antropico sulle aree di alimentazione delle spiagge con la costruzione di opere di regimazione fluviale (dighe, bretelle, derivazioni) e di consolidamenti dei versanti o di opere a difesa di strutture costiere hanno ridotto l’alimentazione delle spiagge che oggi in Puglia registrano arretramenti medi compresi fra i 0.50 m (spiagge adriatiche) a 10 m/anno (in alcuni casi estremi delle spiagge joniche ad ovest di Taranto). Gli studi da noi condotti potranno migliorare la prevenzione anche sul fronte dei crolli di Falesie lungo le coste italiane. Ad esempio, sempre in Puglia fra Otranto e Roca nel Salento o lungo le Falesie del Gargano, questi crolli sono più probabili. Inoltre non dobbiamo dimenticare che a Ponza non molto tempo fa una turista è stata travolta da un crollo lungo una falesia in roccia vulcanica mentre era sulla spiaggia di Chiaia di Luna. Noi, oggi, grazie a questi studi di monitoraggio della fascia costiera, durati diversi anni, possiamo sapere ancora meglio quali sono le zone a maggiore rischio e consegnare a tutta la comunità dei metodi di riconoscimento del rischio stesso, delle legende dal linguaggio universale. In questo modo possiamo segnalare anche ad esempio le zone dove il rischio geologico è aumentato a causa della presenza antropica ma anche dove c’è una maggiore presenza dei fenomeni di erosione. Consegniamo alla comunità italiana e a chi è preposto alla pianificazione delle opere uno strumento scientifico che contribuirà al miglioramento della qualità della vita di tutti, alla sicurezza delle persone e dell’ambiente naturale”,
ISPRA ed AIGeo insieme
“Abbiamo scelto la Puglia, per la divulgazione degli studi e per l’Assemblea Nazionale dei Geografi fisici e Geomorfologi Italiani, perché è una regione che ha una costa bellissima ma duramente colpita da vari fenomeni di dissesto idrogeologico. Gli studi che presenteremo a Taranto, alla stampa – ha affermato Gilberto Pambianchi, Presidente Nazionale dei Geomorfologi Italiani – sono il frutto di un’attività di ricerca scientifica, durata ben più di tre anni e portata avanti dai nostri ricercatori in accordo con ISPRA. Il nostro obiettivo è quello di proporre ma anche di dare soluzioni alla comunità italiana, al fine di migliorarne la qualità della vita e la sicurezza. Oggi grazie a questa eccellenza italiana, rappresentata dai geomorfologi del Gruppo di Lavoro di Morfodinamica Costiera che ha lavorato duramente in questi anni, monitorando ogni angolo delle coste italiane, consegniamo all’Italia uno strumento scientifico approvato e riconosciuto dall’ISPRA per una gestione corretta del patrimonio costiero nazionale”.

A Taranto la presentazione di START
“Questo progetto scientifico di monitoraggio della costa fatto dai ricercatori di AIGeo – ha concluso Pambianchi – si incrocia con un altro progetto molto importante, riguardante le coste italiane che è
START – Sistemi di rapid mapping e controllo del territorio costiero e marino. L’Italia è stata colpita numerose volte da ondazioni eccezionali, mareggiate e tsunami; questi ultimi hanno lasciato memoria e danni gravissimi numerose volte, ad esempio nel 1908, a seguito del terremoto di Messina. START ha dato vita ad una cartografia digitale che presenteremo alla stampa il 29 settembre a Taranto. I dati raccolti con START ci consentono di definire in tempo reale l’impatto di una mareggiata eccezionale e costruire scenari verosimili per un eventuale tsunami. START sarà illustrato dagli esperti dell’ENvironmental SUrveys srl (ENSU), dell’Università di Bari, dell’Università del Salento, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Links Management & Technology srl e Etacons srl. Presenteremo i due studi in contemporanea alla stampa, il 29 Settembre, alle ore 15 e 30 a Taranto. In mattinata condurremo la stampa a vedere da vicino lo stato della costa pugliese”.

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