Perde il figlio all’ottavo mese di gravidanza: indagati sei medici.

LECCE – Sei medici sono stati iscritti nei registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla Procura salentina per far luce sulla morte del figlio di una donna di Nardò all’ottavo mese di gravidanza. Si tratta dei cinque medici in servizio presso l’ospedale “San Giuseppe da Copertino” e una ginecologa che opera in ambito privato che hanno avuto in cura la donna. Il sostituto procuratore Roberta Licci ha disposto l’autopsia sul feto che sarà eseguita dal medico legale Roberto Vaglio e al professor Pantaleo Greco (docente dell’Università di Foggia). All’esame autoptico parteciperanno anche, come consulenti di parte nominati dagli indagati, il medico legale Alberto Tortorella e il ginecologo Andrea Tinelli. Il pubblico ministero ha anche provveduto ad acquisire la documentazione medica della paziente. Si vuole stabilire le cause della morte del nascituro e se ci sono colpe o negligenze del personale medico.

Secondo quanto denunciato in un esposto, la donna il 30 giugno scorso si era recata al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino riferendo una serie di contrazioni e piccole perdite. Il medico in servizio, dopo aver eseguito le prime indagini strumentali, l’aveva rimandata a casa assicurandole che non c’era alcun problema. Stesso parere aveva ricevuto dalla propria ginecologa quando, due giorni dopo, le aveva mostrato i referti medici. Giovedì sera, però, la 36enne accusa nuovi dolori e si torna d’urgenza in ospedale. Il medico di turno, constatata l’urgenza, ne dispone l’immediato trasferimento presso la divisione di Ginecologia dove il medico specialista di servizio, dopo averla visitata, evidenzia un quadro clinico piuttosto grave. La gestante viene quindi sottoposta a un parto cesareo, ma per il piccolo non c’è più nulla da fare.

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