Operazione “Marenero”: arrestate 73 persone. Sottraevano carburante destinato alle navi per rivenderlo in nero

TARANTO – 73 persone sono state arrestate ed altre 59 denunciate nell’ambito dell’inchiesta “Marenero” condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto che ha smantellato un’organizzazione dedita alla truffa e al contrabbando di prodotti petroliferi.
Secondo quanto emerso dalle indagini del nucleo di polizia tributaria, avviate a partire dal 2008, gli indagati avrebbero sottratto dalla raffineria Eni di Taranto e rivenduto «in nero», tramite distributori e depositi compiacenti, ingenti quantità di gasolio di tipo “bunker”, cioè gasolio destinato alle navi e, pertanto, gravato da imposte molto più basse.
Le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip Giuseppe Tommasino su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone, sono state eseguite nelle province di Bari e Taranto nei confronti di alcuni dirigenti, funzionari e dipendenti della raffineria Eni di Taranto, uno spedizioniere doganale, titolari di depositi e distributori stradali di carburanti, soci e dipendenti di aziende di trasporti di carburanti, autisti di autocisterne. Sono accusati di contrabbando doganale ed evasione fiscale.

Tra gli arrestati Lorenzo De Fronzo, presidente della sezione Trasporti e logistica di Confindustria Bari, imprenditore nel settore spedizioni-logistica integrata trasporti e distribuzione prodotti petroliferi, amministratore e comproprietario della Sotrap e della Batras, aziende di trasporto per distribuzione carburanti a stazioni di servizio di società petrolifere.
Coinvolto anche Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati cadaveri il 25 febbraio del 2008 all’interno di una cisterna in cui, fu stabilito in seguito, erano caduti accidentalmente.
Secondo l’accusa, parte del carburante destinato alle navi (gasoli, benzine) veniva sottratto dagli autotrasportatori per rifornire le stazioni di servizio o destinarlo all’autoconsumo. Alle navi venivano invece consegnati carichi “allungati” con materiale petrolifero di scarto (petrolio greggio oppure gasolina) o con prodotti non commercializzabili (biodiesel) e persino con acqua. Inoltre, gli indagati avrebbero manipolato in alcune circostanze le operazioni di pesa delle autocisterne aggiungendo o eliminando le zavorre.

La Guardia di Finanza ha anche proceduto al sequestro di 28 autocisterne per un valore complessivo di 7 milioni di euro.

11.06.2013 - contrabbando prodotti petroliferi (1)

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