Omicidio Scazzi: Depositate le motivazioni della condanna

Taranto – Undici mesi dopo la sentenza con cui, il 20 aprile del 2013, Sabrina Misseri e Cosima Serrano venivano riconosciute colpevoli dell’omicidio di Sarah Scazzi e per questo condannate all’ergastolo, i giudici della Corte di Assise di Taranto ne hanno depositato le motivazioni. Oltre 1.600 pagine in cui vengono esposti argomenti, prove e indizi che hanno convinto la Corte di Assise della colpevolezza delle due donne.
Innanzitutto l’alibi «falso» fornito Sabrina Misseri in relazione ai frangenti in cui Sarah Scazzi è stata uccisa, come confermato dagli sms non veritieri che la stessa aveva inviato dal telefonino della cugina. E poi “non sussiste alcun ragionevole motivo per il quale Michele Misseri avrebbe dovuto accusare ingiustamente, provocandone la sua carcerazione, proprio la figlia prediletta Sabrina e non altri soggetti». Lo Zio Michele, come si evince dal soliloquio intercettato in auto del 5 ottobre 2010, «non avrebbe retto il peso della verità».
Le due donne sono detenute nella stessa cella del carcere di Taranto: Sabrina, è reclusa dal 15 ottobre 2010, quando il padre Michele Misseri la chiamò in correità per poi ritrattare, senza però essere creduto dagli inquirenti, dopo alcuni giorni. Per lei i legali difensori avevano fatto una richiesta di scarcerazione rigettata prima dalla corte di Assise di Taranto e poi dall’Appello.
Cosima Serrano è detenuta invece dal maggio 2011. Sabrina e Cosima sono state condannate anche per soppressione di cadavere, reato per il quale a Michele Misseri sono stati inflitti otto anni di reclusione.

sabrina misseri

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