Taranto: omicidio pregiudicato, fermati due fratelli

TARANTO – Due fratelli sono stati fermati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto per l’omicidio avvenuto stamane, poco prima delle 9, di Antonio Santagato, 57 anni, il pregiudicato freddato vicino alla sua abitazione tra via Mazzini e via Pupino al centro della città. Si tratta dei fratelli Giovanni e Salvatore PASCALICCHIO, rispettivamente di 23 e 21 anni, entrambi con precedenti penali a carico, il cui fermo è stato disposto dal Procuratore della Repubblica Dr. Pietro ARGENTINO e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Maria Stefania FERRERI CAPUTI. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti sarebbe stato proprio Salvatore, il più giovane dei due, a premere il grilletto ed esplodere 5 colpi di pistola contro SANTAGATO, a seguito dei quali è deceduto poco dopo all’Ospedale SS.Annunziata.

pascalicchio salvatore pascalicchio giovanni

 
I due fratelli dopo l’agguato si sono dileguati per le vie adiacenti, ma grazie anche all’aiuto di alcune immagini riprese da una telecamera di una tabaccheria poco distante dal luogo in cui è avvenuta la sparatoria e dalle risultanze delle immediate indagini avviate, gli investigatori hanno subito tracciato il profilo dei due individui, rintracciandoli poco dopo in un appartamento di via Pupino. L’irruzione ha consentito di rintracciare entrambi i fratelli all’interno dell’appartamento, mentre l’arma utilizzata per compiere l’agguato è stata rinvenuta in un appartamento disabitato nello stesso stabile: è una Beretta Cal.7.65 con matricola abrasa. I due erano stati condotti in Questura nel primo pomeriggio ed interrogati
dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino. Uno dei due fermati avrebbe confessato cercando di scagionare il fratello. Ma ad incastrarli entrambi  sono le immagini dell’agguato. Alla base dell’omicidio vi sarebbero contrasti: SANTAGATO nei giorni scorsi aveva minacciato i due fratelli riguardo la loro presenza in zona per la vendita di cozze. Entrambi al termine delle formalità di legge sono stati associati alla locale Casa Circondariale.

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