Natuzzi: protesta dei lavoratori davanti ai cancelli di Ginosa e Laterza

TARANTO – Continua lo sciopero ad oltranza dei lavoratori davanti ai cancelli della Natuzzi di Laterza ai quali da questa mattina si sono aggiunti quelli dello stabilimento di Ginosa. Protestano contro gli esuberi annunciati dal gruppo (1.900 dopo la scadenza della cassa integrazione fissata per il 28 ottobre) e la paventata delocalizzazione delle attività all’estero. L’azienda – secondo notizie che si sono diffuse nella giornata di ieri – avrebbe deciso di fermare per quattro settimane a luglio e una ad agosto la produzione nella fabbrica di divani di Ginosa.

Il sindacato, dunque, continua a tenere il presidio anche dopo la notizia di una convocazione urgente presso La Regione Puglia del tavolo di crisi previsto per il prossimo 19 giugno a cui parteciperanno l’azienda e le organizzazioni sindacali. Per il 28 giugno, se non si dovesse trovare una soluzione, è stata programmata una manifestazione a Bari davanti agli uffici della Regione e alla Prefettura. I sindacati accusano l’azienda di «confezionare atti unilaterali e non condivisi con segreterie ed Rsu persino sul calendario del lavoro che riguarda tutti i dipendenti».

La protesta a Laterza era scattata subito dopo la consegna da parte della dirigenza Natuzzi di un piano di giornate lavorative che, secondo la Fillea CGIL, «di fatto riducono del 50% la presenza in fabbrica dei dipendenti». Il segretario provinciale Antonio Stasi ha annunciato di aver rispedito al mittente il calendario di lavoro di due settimane proposto dall’azienda. “Avevamo detto che la crisi non poteva essere pagata solo da alcuni dipendenti e il rischio che quella turnazione finisse per essere la croce di alcuni e la delizia di altri era troppo forte per non essere considerata una proposta da rigettare – dice Stasi – in più va sottolineato che lo sciopero di questi giorni è un grido d’allarme che non muove dalla contestazione su quei turni ma sull’assenza vergognosa di piani e prospettive future”.

L’azienda leader nella produzione di divani e complementi d’arredo, smentisce in una nota “lo spostamento delle produzioni del marchio Natuzzi Italia dagli stabilimenti italiani a quelli esteri e conferma che continuerà a battersi per rafforzare il proprio ruolo di protagonista del Made in Italy e ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo”. Tutto questo, aggiunge la società, “sarà possibile a condizione che si trovino soluzioni efficaci per aumentare la competitività. “Il gruppo – è spiegato nella nota – da diversi anni denuncia un problema di esuberi e conferma che è allo studio un programma di riorganizzazione del proprio assetto in Italia, che ha come obiettivo prioritario la salvaguardia dell’azienda”.

 

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