Manduria: le acque del depuratore ora potrebbero finire nel bacino di Torre Colimena

Acquedotto Pugliese ora potrebbe scaricare le acque reflue del depuratore nel bacino di Torre Colimena. Lo scorso 20 Giugno l’acquedotto Pugliese,

soggetto proponente del progetto in corso di realizzazione del depuratore Consortile Manduria Sava il cui cantiere è ubicato in zona Specchiarica- Urmo Belsito, ha chiesto al Dirigente della Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia di avviare la procedura per l’emissione di un PAUR Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale relativo alle modifiche- estensioni delle opere già autorizzate presentando un nuovo “Progetto di Fattibilità tecnica ed economica per il riutilizzo dei reflui trattati dal nuovo depuratore consortile di Sava e Manduria e relativi scarichi complementari”.
Nella richiesta Aqp elenca tutti i titoli e le autorizzazioni richieste nell’ambito del Provvedimento Unico: Provvedimento di Via; Provvedimento di Vinca; Autorizzazione Paesaggistica, Vincolo idrogeologico e Compatibilità al Piano di Tutela della Acque della Regione Puglia; Compatibilità al PAI; Conformità Urbanistica dei Comuni di Manduria ed Avetrana; Parere preventivo dei Beni archeologici del MIBACT; Conformità al Piano d’Ambito dall’Autorità idrica Pugliese; Autorizzazione Nulla osta stradale alla Provincia di Taranto; Autorizzazione allo scarico alla Regione Puglia e al Consorzio di Bonifica dell’Arneo. Autorizzazione allo scarico delle acque di agglotamento del cantiere alla Provincia di Taranto e autorizzazione Demaniale alla Regione Puglia.
Nella richiesta si fa riferimento alla tipologia dell’opera infrastrutturale ovvero impianto di depurazione delle acque con potenzialità superiore a 10 mila abitanti equivalenti e si dichiara che il progetto ricade anche parzialmente, all’interno di aree naturali protette ovvero all’interno di siti della rete Natura 2000
Nella sezione 4.3 dove si indica la localizzazione dei progetti si precisa che le opere saranno realizzate in zone umide e costiere e precisamente nel Bacino di Torre Colimena e aree limitrofe, in zona SIC Torre Colimena e per ogni area viene indicato il tipo di vincolo: area naturale protetta della Riserva naturale regionale orientata del Litorale tarantino orientale; Rete Natura 2000 che tutela Uccelli Selvatici, Habitat e relative fasce di rispetto Zona Sic di Torre Colimena e Vincoli del Piano di bacino stralcio per l’Assetto idrogeologico dove è presente un attraversamento in Alta Pericolosità idraulica; e ancora Vincoli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), vincoli paesaggistici e Vincoli del Piano di Tutela delle Acque.

La “novità” è stata scoperta dal Comitato per la tutela del territorio di Avetrana associato ad Italia Nostra composto, tra gli altri, da Aldo Cosma, Celestino Scarciglia, Tommasino Nigro, Antonio Scarciglia, Antonio Saracino, Luigi Conte, e unico manduriano, l’ex consigliere Arcangelo Durante.
Il comitato sta portando avanti ricorsi al TAR e denunce in Procura a Taranto interessando direttamente il Procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo e promette anche su questa richiesta di autorizzazione una battaglia a muso duro.

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