Manduria: cabina elettorale o cabina doccia? Manduria Noscia reclama la privacy

Ieri, in occasione delle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, presso la sezione n. 29 sita in via della Fortuna a S. Pietro in Bevagna nella marina di Manduria si è votato senza privacy.

A rilevarlo è il Movimento Manduria Noscia che ha raccolto la lamentela di un simpatizzante che si è recato a votare presso il suo seggio elettorale. Era stata allestita una “cabina elettorale” con una tenda da doccia quasi trasparente fissata con un bastone provvisorio. La “cabina elettorale” (non era altro che una tenda che divideva una porzione dell’ambiente) ed era ubicata a circa un metro e mezzo dai banchi occupati dagli scrutatori e dal presidente e, chi aspettava in coda sull’uscio della porta, poteva tranquillamente vedere tutti i movimenti dell’occupante perché non adeguatamente schermato sulla sinistra, per insufficienza in larghezza della tenda. Una situazione imbarazzante per gli elettori.
Il voto è segreto o per lo meno dovrebbe esserlo, ma in questa occasione un occhio attento avrebbe potuto vedere la preferenza espressa dallo stesso elettore. Di qui la decisione del leader di Manduria Noscia Mimmo Breccia di firmare un esposto inviato al Commissario Prefettizio del Comune di Manduria Francesca Adelaide Garufi. “…è stato violato il diritto alla privacy degli elettori che avessero deciso di consegnare la scheda elettorale bianca senza nemmeno aprirla.” scrive Breccia che rileva, inoltre, che non vi era un’illuminazione sufficiente come in una regolare “cabina elettorale” essendo il tutto approntato in maniera a dir poco improvvisata.
Breccia chiede, infine, di sapere il criterio che è stato seguito nell’approntare la “cabina elettorale” e se tutto ciò rispetta le vigenti norme di legge, che garantiscono la segretezza del voto.

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