Palagiano. Corteo di Libera: migliaia in piazza contro la mafia.

Palagiano – “Per amore di questa terra non taceremo”. E’ questo lo slogan della manifestazione contro la violenza organizzata dall’associazione Libera a Palagiano, in provincia di Taranto, a seguito del triplice omicidio in cui, una settimana fa, ha perso la vita il piccolo Domenico Petruzzelli di soli due anni e mezzo, ucciso in un agguato insieme alla madre e al compagno di quest’ultima, pregiudicato in semilibertà, quasi sicuramente il vero bersaglio dei killer.
Al corteo di stamane hanno partecipato migliaia di persone, soprattutto bambini e ragazzi delle scuole, ma anche i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Palagiano, Bari, Castellaneta, Crispiano, Gioia del Colle, Laterza, Massafra, Mottola e Palagianello, la Regione Puglia con l’assessore alla Legalità Guglielmo Minervini, e poi associazioni, gruppi organizzati, partiti, sindacati.
All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri gli studenti di “Rete della Conoscenza Puglia” che in una nota spiegano: “Il triplice omicidio avvenuto nei pressi di Palagiano ci mette di fronte alla necessità di dare una risposta forte ed unitaria all’attività criminale e terroristica delle mafie pugliesi, che questa si sostanzi nella riduzione in schiavitù dei lavoratori attraverso il caporalato, nell’inquinamento ambientale o nell’omicidio.

E’ necessario – aggiungono – rispondere alla criminalità organizzata riappropriandoci delle nostre città e delle nostre piazze, partendo dalle scuole e dalle università, per costruire una società fatta di pace, legalità e giustizia sociale”.
“Il dovere di esserci si accompagna al dovere di non abbassare la guardia. Mai. – ha affermato invece la consigliera regionale Anna Rita Lemma, anche lei presente al corteo – Per la legalità contro tutte le mafie. E per non dimenticare una strage che non dovrà restare impunita”.
La manifestazione, partita dall’ingresso dell’Istituto Comprensivo “Rodari”, ha attraversato le vie del paese per concludersi in Piazza Falcone Borsellino con la lettura dei nomi delle 62 vittime pugliesi di mafia e l’intervento del presidente nazionale di Libera, don Luigi Ciotti.
“Quei proiettili che hanno ucciso il piccolo Domenico e la sua mamma o li sentiamo come se avessero sparato anche a noi o sennò diventa tutta retorica” – ha spiegato don Ciotti – “Palagianesi è il nome di un popolo, non di un clan” – ha aggiunto – “Nessuno confonda la bellezza e la generosità di questa gente. E’ il noi che vince e, solo unendo le forze degli onesti, la richiesta di cambiamento diventa forza di cambiamento. Sono venuto in questa terra, che considero meravigliosa e generosa, per esprimere riconoscenza. E bisogna avere la capacità di riconoscere il bene che c’è attorno a noi per valorizzarlo e promuoverlo, per dare speranza”.

“Una grande risposta di cittadinanza, nata solo – ha spiegato il referente di Libera Puglia, Alessandro Cobianchi- dal desiderio di sconfiggere la mafiosità che potrebbe crescere dentro ognuno di noi. La mafiosità attiva, quella della violenza brutale, quella della complicità ed anche quella dell’indifferenza e della rassegnazione”. “Il No che Noi urliamo – ha aggiunto – è proprio contro questa rassegnazione”. Cobianchi ha insistito anche sull’ ”errore imperdonabile” secondo cui esiste, nella criminalità organizzata, un codice d’onore. “Il problema non è il codice secondo cui la mafia non uccide i bambini – ha evidenziato – ma un altro, più arcaico, per cui la violenza che non può che generare violenza. Il profitto ingiusto non vuole ostacoli sulla propria strada”.

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