Per la prima volta Pakistani dalla Turchia sbarcano sulle coste joniche a Manduria. Il video

I migranti continuano ad arrivare e continua anche la tratta di essere umani. Sono state solo modificate le rotte. E’ quanto emerge dallo sbarco avvenuto ieri a Torre Colimena nella marina di Manduria. Per la prima volta in assoluto si è verificato che migranti pakistani provenienti dalla Turchia sono insolitamente approdati sulle coste del litorale jonico. Nel corso di una conferenza stampa i Carabinieri, che hanno arrestato gli scafisti, hanno illustrato i dettagli dell’operazione.

E’ accaduto ieri alle prime ore del mattino. A bordo di un natante a vela di circa 14 metri, sono sbarcati, sulla spiaggia di Torre Colimena nella Marina di Manduria, 73 migranti di probabile nazionalità pakistana, tutti di sesso maschile, di cui 19 minorenni, tutti sedicenti e sprovvisti di documenti. L’imbarcazione è stata invece individuata alla deriva nello specchio acqueo antistante, recuperata e posta in sequestro dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli.
I migranti sono stati intercettati dalle pattuglie della Compagnia di Manduria mentre in piccoli gruppi percorrevano a piedi la strada provinciale che conduce ad Avetrana. Gli stessi, visibilmente provati da un estenuante viaggio di 9 giorni stipati nella stiva dell’imbarcazione, ma fortunatamente in buone condizioni generali di salute, sono stati condotti presso lo Stadio Comunale di Avetrana dove una e vera e propria equipe inter-istituzionale, composta da militari dell’Arma, agenti della Polizia di Stato, personale del Comune di Avetrana, della Protezione Civile e dell’Agenzia Frontex, volontari di diverse associazioni, nonché da numerosi cittadini della comunità locale, si sono prodigati per prestare loro accoglienza ed assistenza sanitaria (erano quasi tutti affetti da scabbia).

Gli stessi, prima di essere trasferiti presso il Centro Hotspot del capoluogo tarantino, hanno fornito ai militari, sia informazioni utili alla ricostruzione delle fasi della propria odissea intrapresa dalle coste turche, sia importanti particolari relativi ai due scafisti che li avevano condotti sulle coste del litorale jonico, descritti come due soggetti di etnia slava e dagli inconfondibili tratti somatici dell’Est Europa, identificati successivamente in Boiko Oleksii e Cheromukhin Serhii, entrambi nati in Ucraina rispettivamente di 38 e 48 anni. I due, notati e bloccati mentre percorrevano a piedi la strada provinciale Avetrana – Manduria, una volta accompagnati in caserma, sono stati sottoposti con successo ad individuazione fotografica, che consentiva al PM di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale Jonico, di emettere nei loro confronti un fermo di indiziato di delitto per “tratta di esseri umani” e “sfruttamento dell’immigrazione clandestina” e successivo accompagnamento in carcere. Da ulteriori testimonianze fornite da alcuni dei migranti, è emerso che ogni “passeggero” per il viaggio oltre a versare una somma pari a circa 5.600 euro è tenuto a consegnare il proprio passaporto ai membri dell’organizzazione criminale. Sono in corso ulteriori indagini per capire se si sia trattato di una nuova rotta degli scafisti o se, risalire lungo la costa jonica, sia stato più che altro un errore atteso che da Lecce sino a Torre Colimena sono numerosi i tratti di costa che avrebbero potuto consentire lo sbarco.

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