La Puglia prima in Italia, per cessazione dei rapporti di lavoro

Con il numero di 320mila, la Puglia guida la classifica nazionale sulla cessazione dei rapporti di lavoro nel 2012. Un triste primato che, se sommato ai dati della cassa integrazione ordinaria (circa 11500), straordinaria (8mila) e in deroga (oltre 20mila unità), della mobilità in deroga (circa 18mila) e dei così detti “inattivi”, ovvero coloro che hanno smesso di cercare un’occupazione, assume contorni spaventosamente drammatici, sui quali è giusto richiedere un’immediata riflessione prima che sia troppo tardi, per frenare l’angosciante fenomeno dei suicidi e per evitare una rivolta sociale”. Per rimarcare questa disperata situazione ma soprattutto per sollecitare con forza il Governo centrale e le Regioni a fare quanto di propria competenza per creare nuova occupazione, gli esecutivi nazionali di CGIL, CISL, UIL hanno deciso di dar vita, entro il mese di maggio, a manifestazioni a carattere regionale, prima di quella nazionale prevista per il 22 giugno. lavoro

“La Puglia” – rileva il Segretario Generale della UIL regionale Aldo Pugliese – “ha sensibilmente aumentato il flusso delle esportazioni, ma a questo dato si contrappone quello delle importazioni che continuano ad essere nettamente superiori. Pertanto il consumo interno resta la principale ancora di salvataggio delle imprese locali. Un deficit importante nella bilancia commerciale che, inevitabilmente, si riversa in maniera negativa sui livelli occupazionali regionali”. Sotto accusa è la capacità attrattiva della Puglia. Pugliese ricorda di aver più volte proposto la creazione di un unico e grande ente ad hoc, al quale conferire ogni strumento utile ad attirare investimenti e capitali nazionali ed esteri verso il nostro territorio. Invece – dice il segretario della Uil regionale – siamo di fronte a un’inutile e dannosa dispersione delle competenze tra tanti enti, spesso doppioni, che altro non fanno se non aumentare i costi della macchina amministrativa regionale.”
“Improrogabile è , inoltre, un processo di semplificazione delle procedure amministrative, le cui lungaggini, sommate a quelle nazionali, stanno strozzando l’economia locale. Occorrono risposte concrete a cominciare dallo sblocco dei cantieri – dice Pugliese –  ricordando i tanti cantieri, in particolare alle opere pubbliche e infrastrutture in generale, ancora fermi al palo a causa di mille beghe burocratiche che, se aperti, permetterebbero la creazione di tanti posti di lavoro, sia diretti che provenienti dall’indotto. Pugliese da atto alla Regione Puglia dell’importante costituzione di una task force tra gli assessorati alle Opere Pubbliche, all’Urbanistica e all’Ambiente per ricercare soluzioni al problema. “Il primo confronto è stato costruttivo”, – conclude- “l’auspicio è che le idee in campo si tramutino quanto prima in risposte concrete in grado di conferire una boccata d’ossigeno al mercato del lavoro pugliese e una spinta propulsiva allo sviluppo economico del territorio”

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