Ilva. In telefonata ad Archinà, Vendola ride per domanda sui tumori. Il governatore pugliese annuncia querela

Un’intercettazione telefonica tra Girolamo Archinà, ex responsabile Relazioni istituzionali dell’Ilva, oggi agli arresti domiciliari, e Nicki Vendola, governatore della Puglia, tra i 53 indagati dell’inchiesta “Ambiente svenduto”, pubblicata su “Il Fatto Quotidiano.it” ed è bufera.
E’ il 6 luglio 2010. Mentre Taranto è in piena emergenza benzo(a)pirene, un pericoloso cancerogeno, a Roma, al Ministero dell’Ambiente, è in discussione la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per l’Ilva. Gli occhi sono ancora una volta puntati sul siderurgico pugliese e un filmato pubblicato su YouTube nel 2009 fa il giro della rete. Il filmato mostra Archinà, secondo la Procura il domus degli affari illeciti fra l’azienda e tutto ciò che la circonda, mentre strappa il microfono ad un giornalista di una tv locale che chiedeva ad Emilio Riva, proprietario dell’Ilva, cosa ne pensasse dei morti per tumore a Taranto causati dal siderurgico.
Vendola, che ha appena visto il filmato, chiama Archinà e, riferendosi al suo gesto, si dice molto divertito dallo “scatto felino” definendola una “scena fantastica”. «Dica a Riva che il presidente non si è defilato», assicura Vendola ad Archinà nello stesso colloquio.
Vendola oggi è indagato con l’accusa di concussione aggravata per presunte pressioni che avrebbe esercitato sul dg dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per fargli “ammorbidire” una relazione sui dati ambientali Taranto legati all’inquinamento provocato dall’Ilva.
Vendola

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, intanto, ha fatto sapere di aver mandato ai propri avvocati di sporgere querela ai responsabili dell’articolo on line pubblicato su “Il Fatto quotidiano” di oggi e ripreso da altre testate giornalistiche web. «Nell’articolo – è scritto nella nota della Regione Puglia – si racconta, in modo volgarmente strumentale, di presunte risate del Presidente suscitate dalle domande sulle morti per cancro. Come tutti invece possono tranquillamente constatare, il presidente era solo rimasto colpito dallo specifico episodio in cui Archinà, con un salto improvviso, si era avvicinato ad un giornalista che stava intervistando Riva. E’ quindi solo lo scatto di Archinà ad aver suscitato il sorriso di Vendola e non certamente il riferimento alla tragedia delle morti per cancro a Taranto. Su questo tema- conclude la nota – si registra invece, come si può constatare ascoltando la telefonata e non solo, l’attenzione del presidente Vendola testimoniata dalla sua storia politica e personale”.
Nichi Vendola ha poi espresso “grande indignazione e grande rabbia per un tentativo di linciaggio e sciacallaggio puro”. In questa vicenda, “non solo si colpisce la mia storia ambientalista, ma si vuole devastare la mia immagine di persona dotata di sensibilità umana”. Sull’ipotesi di dimissioni, il governatore chiede di avere “la pazienza di aspettare che possa farmi interrogare da un giudice: non c’è niente, non c’è un atto, un procedimento che non dica che io ho imposto per la prima volta un percorso ambientale all’Ilva. – ed aggiunge – E’ paradossale che si rovesci una verità storica. L’intercettazione decontestualizzata è un tentativo di fare un processo prima nelle piazze e avere una facile condanna”.

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