Ilva. La Procura di Taranto chiede 50 rinvii a giudizio: ci sono anche Riva e Vendola

Taranto – La Procura della Repubblica del Tribunale di Taranto ha chiesto al giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio per i 50 indagati, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto disastro ambientale dell’Ilva e sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate per ammorbidire i controlli sullo stabilimento siderurgico. Tra loro ci sono il patron dell’Ilva Emilio Riva e i figli Nicola e Fabio, l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, il responsabile relazioni esterne Girolamo Archinà, l’ex presidente del consiglio di amministrazione Bruno Ferrante. Nell’inchiesta sono coinvolte anche tre società.
Molti anche i nomi di amministratori locali e regionali, attuali ed ex. Spicca quello del governatore della Puglia Nichi Vendola, chiamato a rispondere di concorso in concussione aggravata per aver, secondo l’accusa, cercato di esercitare pressioni sul direttore dell’Arpa Giorgio Assennato, anche lui indagato per favoreggiamento personale. Ci sono inoltre l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, l’attuale sindaco della città jonica Ippazio Stefano, il deputato ed ex assessore regionale Nicola Fratoianni, l’ attuale assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro.
E poi ci sono funzionari ministeriali, regionali, altri politici locali, un sacerdote, un docente universitario, altri ex dirigenti del siderurgico e il cosiddetto “governo ombra” dell’Ilva.

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