Ilva. Avviato a Statte primo intervento di bonifica per 37 ml

Statte – E’ stato avviato oggi a Statte il progetto per la messa in sicurezza delle Aree Pip del comune tarantino che prevede la caratterizzazione tramite carotaggi, per accertare livello e natura degli inquinanti, e la successiva bonifica dell’area prospicente lo stabilimento siderurgico dell’Ilva.
Si tratta di una attività predisposta dai lavori della Cabina di Regia istituita con Protocollo di intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto del 26 luglio 2012.
“L’investimento di 37 milioni di euro destinati a quest’area per le bonifiche sarà un primo intervento per mitigare gli effetti di questa contaminazione con particolare attenzione per la falda sulla quale, unitamente alle stratificazioni del terreno, saranno effettuate opportune analisi” – ha detto l’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro all’apertura del primo cantiere del disinquinamento cui erano presenti anche il commissario alle bonifiche Alfio Pini, l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni, parlamentari, consiglieri regionali ed esponenti delle istituzioni locali.
”In un paese come l’Italia – ha aggiunto Nicastro – riuscire in otto mesi ad attivare un coordinamento inter-istituzionale tra soggetti a più livelli, definire una linea, reperire le risorse e cominciare a ‘cantierizzare’ gli interventi è di per sé un risultato straordinario”.
“Nessuno nega – ha proseguito Nicastro – che il percorso è lungo e complicato, ma da qualche parte si deve pur iniziare. E non posso fare a meno di sottolineare quanto questa partenza sia il frutto di una collaborazione tra istituzioni oltre che di una azione di pungolo effettuata dalla società civile del territorio. L’acclarata presenza di rifiuti nel terreno derivanti da un’attività di discarica effettuata in una cava degli anni ’70 colmata con rifiuti di vario genere fino agli anni ’90 e senza alcun presidio – ha spiegato – costituisce una sorgente di contaminazione delle acque sotterranee, del tipo profondo, che seguendo il naturale deflusso verso il mare, trasportano con sé il carico inquinante”.
“Obiettivo principale degli interventi – ha concluso Nicastro – è dunque interrompere tale percorso di migrazione, isolando la sorgente di contaminazione impedendo qualsiasi rilascio di sostanze inquinanti”.

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