Gasdotto TAP. IDV Puglia: Opera strategica ma non ad ogni costo.

“Le comunità locali vanno ascoltate con la massima attenzione e le loro considerazioni vanno assunte in via prioritaria nel giudizio che dai primi giorni del nuovo anno si dovrà assumere nel Comitato per la concessione della Valutazione di Impatto Ambientale a livello regionale”.

E’ quanto dichiara il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Massimo Colia, intervenendo sul progetto della TAP che prevede la costruzione di un gasdotto lungo 870 km che dal Mar Caspio troverebbero approdo sul litorale salentino di San Foca (Melendugno).

“Siamo abituati come pugliesi ad assorbire gli effetti di opere o produzioni considerate strategiche per il paese – dice Colia, riferendosi evidentemente anche all’impianto ILVA di Taranto – ma non è più il tempo delle decisioni calate dall’alto e fatte subire obbligatoriamente alle comunità locali. Ecco perché speriamo che sia il Ministero, sia la Regione, valutino attentamente le ragioni emerse dal confronto con i sindaci e i cittadini del Comitato No-Tap e traggano le dovute conseguenze rispetto alle possibili implicazioni tecniche, ambientali, paesaggistiche e di sicurezza di un territorio che già da anni ha scelto la strada della valorizzazione turistica e della tutela ambientale come assetto strategico di sviluppo”.

L’Italia dei Valori pugliese chiede dunque maggiore chiarezza su tutte le possibili criticità dell’opera che entro i prossimi mesi dovrebbe ottenere la VIA a livello nazionale e il parere obbligatorio anche se non vincolate della VIA regionale.

“La strategicità europea di quell’opera non può misurarsi solo nei suoi valori assoluti – dice Colia – e la comunità locale ha il diritto di opporsi al sacrificio che viene chiesto alla nostra regione e specificatamente quel territorio soltanto. La vocazione del Salento rischia di essere tradita – continua Massimo Colia – e in un momento già così delicato nel rapporto tra cittadini e istituzioni è fondamentale il ricorso a tutte le forme di tutela della cosiddetta democrazia partecipata, anche al fine di evitare che appuntamenti come quello di Officine Cantelmo appaia come un ulteriore ed inutile “recita” delle buone intenzioni”.
Massimo Colia

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