Furto, estorsione e minacce ad un agricoltore: tre arresti.

 

ORIA – Non si è lasciato piegare dalle intimidazioni e ha scelto, invece, con coraggio e  senso civico, la giusta strada della collaborazione con la giustizia, il  piccolo imprenditore agricolo di Oria (BR) che,  con la sua denuncia, ha permesso ai Carabinieri della stazione di Oria di individuare ed arrestare tre persone: una in flagranza di reato tre mesi e due questa mattina, al termine di una delicata indagine.

Un’indagine avviata nel gennaio scorso quando alla vittima vengono rubati  un trattore ed una macchina cernitrice di olive. Poco meno di un mese dopo l’agricoltore viene avvicinato da due persone che non conosce, a bordo di una Ford Focus verde. Uno dei due si presenta come possibile intermediario per ottenere la  restituzione dei mezzi, dietro il pagamento di 1800 euro.  Della richiesta vengono subito informati i carabinieri che,  con la collaborazione dell’imprenditore, organizzano un servizio di osservazione  e di consegna controllata della prima tranche di denaro, riuscendo ad arrestare, quello stesso giorno, uno dei due estorsori,  Francesco Palmisano, 34 anni, del posto,  sorvegliato speciale.

Solo poche ore più tardi,  la vittima e i suoi familiari vengono avvicinati da una terza persona che li attende nei pressi della caserma dell’Arma, per chiedere minacciosamente di  ritrattare tutto promettendo  in cambio  la restituzione dei mezzi rubati. Alcuni  giorni dopo però, lo sconosciuto  modifica la richiesta e chiede ripetutamente all’agricoltore  di firmare una dichiarazione, predisposta da un noto avvocato di Oria, con la quale egli dichiarava di avere ricevuto dall’arrestato una somma congrua quale risarcimento del danno, al fine di rendere meno grave la  posizione dell’arrestato.

Di ogni sviluppo l’agricoltore continua a tenere aggiornati i militari  che, coordinati dalla Procura, riescono ad identificare il soggetto: si trattava di Angelo De Michele, 62enne del posto,  titolare di un autolavaggio in via Torre Santa Susanna. Successivamente si accerterà anche che è lui  il mandante del “cavallo di ritorno” affidato ai due sulla Focus Verde.

Ed è proprio attraverso l’auto che gli investigatori sono risaliti all’identità del terzo complice, il 27enne Cosimo Damiano De Stradis, e a chiudere il caso.

 

 

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