Fiera Pessima. Le proposte di Manduria Migliore per dare prestigio allo storico evento e alla città

“Gli ultimi eventi relativi alla difficoltosa realizzazione della Fiera Pessima edizione 2018 ci porta nuovamente a riflettere su

un argomento del quale nel corso degli anni più e più volte ci siamo trovati ad occuparci”.
E’ l’associazione politico-culturale Manduria Migliore ad esprimere le sue considerazioni sullo storico evento manduriano la cui organizzazione, anche quest’anno, ha incontrato non poche difficoltà.
Impossibile rispettare la tradizione che vuole si svolga durante la seconda settimana di marzo, l’appuntamento annuale è slittato a settembre con l’approvazione delle associazioni di categoria del commercio.
“Se infatti non è una novità l’annuale e ormai stucchevole imbarazzo con cui chiunque amministri si approccia all’organizzazione di un evento che meriterebbe ben altra programmazione e rispetto, – afferma Manduria Migliore – non sono di certo nuove nemmeno le ricette
che da anni, ovviamente inascoltati, proponiamo e che speriamo poter mettere finalmente in atto se avremo l’onore e l’onere di amministrare questa Città.
La Fiera Pessima, così come da anni è concepita e realizzata, è un baraccone che ha più a che fare con il mercato settimanale che con un evento fieristico degno di questo nome e questo è uno dei motivi per cui molti, troppi imprenditori locali non credono nelle sue potenzialità e, di conseguenza, non investono per presenziare. Un evento storico come la nostra Fiera dovrebbe essere valorizzato
con atti concreti, diventando finalmente ciò che potenzialmente dovrebbe essere, un prestigioso biglietto da visita della città ed un volano per la nostra economia, a partire dalla ricettività ed enogastronomia”.
“In prospettiva, cosa che manca evidentemente a tutti coloro che si sono avvicendati a guidare la nostra Città, – prosegue Manduria Migliore – molteplici sono i progetti che si potrebbero intraprendere per riuscire in questo importante obiettivo.
A nostro avviso il primo e più importante sarebbe la creazione di un Ente Fiera a capitale misto pubblico/privato (sganciato dalla politica e magari non con statuti da barzelletta come la famosa Fondazione per il Parco Archeologico, giustamente fallita miseramente) che possa gestire direttamente l’organizzazione e realizzazione delle varie edizioni ottenendo immediatamente numerosi vantaggi.
Innanzitutto infatti si darebbe continuità ed omogeneità ad ogni progetto, il che sarebbe già un grosso passo in avanti rispetto all’attuale improvvisazione continua a cui siamo costretti ad
assistere. A tale Ente si potrebbe poi conferire lo spazio fieristico che, non essendo quindi più comunale non sarebbe soggetto ad applicazione della TOSAP il che si tradurrebbe in un immediato
vantaggio economico per gli espositori ed in una maggiore attrattiva per la Fiera. Un siffatto Ente si potrebbe poi occupare di mettere a frutto lo spazio espositivo in maniera quasi permanente, alternando alla storica Fiera Pessima, spazi espositivi in settori merceologici e culturali specifici che potrebbero poi a loro volta diventare appuntamenti ricorrenti. Altra idea sarebbe l’introduzione di
un biglietto d’ingresso a pagamento, dal costo simbolico di uno o due euro che potrebbe compensare le minori entrate TOSAP e, magari, predisporre compreso nel biglietto un servizio di parcheggio finalmente legalizzato e controllato. Compito fondamentale poi dell’Ente sarebbe quello di reinvestire tutti gli utili nella progressiva realizzazione di strutture permanenti in grado di liberare dalla necessità di doversi rivolgere ogni anno a ditte esterne per il montaggio e lo smontaggio dei padiglioni temporanei. Questo consentirebbe, oltre ad un immediato ritorno d’immagine per Manduria e la sua Fiera un enorme ottimizzazione dei costi di organizzazione dei singoli eventi.
Tenuto conto del carattere misto dell’Ente esso dovrebbe anche provvedere ad allestire un auditorium per le conferenze, dotando finalmente questa città di un servizio indispensabile e tutt’ora
inspiegabilmente assente.
Tutto ciò solo provando ad immaginare un futuro nemmeno troppo lontano, ma di decisioni immediate ed a costo quasi zero ce ne sono altrettante e nonostante questo nessuno le ha mai applicate fino in fondo. Se infatti il presupposto da cui partiamo è che la Fiera debba essere punto nevralgico e volano della nostra economia la cosa più importante da mettere in atto è la centralizzazione, anche fisica, di un padiglione interamente dedicato alle nostre attività, in prima
linea quelle ricettive ed enogastronomiche invitandole ed incentivandole a partecipare anche gratuitamente nei primi anni se necessario, ma creando così una “strada virtuosa” da seguire negli
anni con sempre maggiore convinzione. Tali albergatori e ristoratori e produttori dovrebbero poi essere “incentivati” a lavorare in rete offrendo vantaggiosi pacchetti per chi fosse interessato a
visitare e scoprire Manduria, le sue bellezze ed i suoi sapori.
Crediamo infatti che dal turismo selezionato, dalla propaganda della nostra straordinaria ed in parte sconosciuta ai più offerta culturale, architettonica e paesaggistica possa basarsi quel tanto agognato rilancio di cui tutti parlano in campagna elettorale, ma per cui nei fatti nessuno poi si adopera in realtà”.
“Questo non è un libro dei sogni, – conclude Manduria Migliore – ma un insieme di progetti ed idee, concreti e realizzabili che stanno
a dimostrare ancora una volta che, se davvero lo vogliamo, tutti insieme possiamo far rinascere lanostra amata Città”.

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