Manduria: le proposte di Confesercenti

In merito alla Fiera Pessima, Confesercenti chiarisce la sua posizione,

premettendo innanzitutto che:

– quanto hanno proposto (cosi’ come quello esposto da tutte le altre organizzazioni presenti) è naturalmente solo consultivo e non è minimamente vincolante per la Commissaria Prefettizia che deciderà in totale autonomia, cosi’ come il suo ruolo prevede;
– il Dott. Marino durante l’incontro ha ben specificato che i tempi tecnici per la procedura da adottare, anche se breve, non saranno inferiori a 60/70 giorni, rendendo quindi impossibile realizzare la Fiera prima dell’estate.
Inoltre Marino ha spiegato che per motivazioni legislative e burocratiche la Fiera potrà essere realizzata in forma ridotta rispetto alle altre edizioni;
– tutti i presenti e anche la maggioranza degli operatori del commercio e dei cittadini vorrebbero un miglioramento qualitativo della Fiera che negli ultimi anni è stata ridotta a poco più di un grande mercato;
– per Manduria la Fiera è comunque un volano economico per l’indotto che rappresenta: B&B, ristoranti, negozi, registrano un incremento di lavoro importante che è peccato perdere in questo periodo di “crisi commerciale”;
– per il comune di Manduria l’evento non rappresenta un costo ma un guadagno in quanto incassa la Tosap dalla società che realizza la Fiera e dagli espositori.
Persa la possibilità di realizzare la Fiera Pessima a marzo, Confesercenti ha proposto di realizzare una Fiera, che non sostituisce la Pessima, approfittando di questo cambiamento per renderla migliore e specializzarla, affinchè Manduria possa comunque avere il suo evento ed il suo ritorno economico per gli operatori e che possa servire come “banco di prova” per un miglioramento della Fiera di marzo.
Secondo l’associazione le idee da seguire sono:
– dividere le proposte merceologiche in padiglioni dedicati: padiglione dell’arredamento, padiglione dell’edilizia, padiglione dell’auto, padiglione della agricoltura, padiglione dedicato alla vendita diretta degli ambulanti, ecc.;
– dedicare la Fiera al prodotto principe del territorio manduriano, il Primitivo di Manduria visto da varie angolazioni: la degustazione, il turismo enogastronomico, l’indotto del vino con espositori che rappresentino le produzioni di etichette, cartoni, bottiglie, tappi, capsule, macchinari enologici e tutto quanto è legato al vino, attrezzature agricole specializzate, ecc.;
– con l’aiuto del Consorzio di Tutela, ampliare e migliorare il “Salone del Gusto” proposto nelle passate edizioni per trasferire ai visitatori locali ed ai turisti (che in settembre sono ancora numerosi) la “Scienza del vino” e quanto rappresenta per Manduria e per i paesi intorno.
A marzo 2019 si potrà tornare a realizzare la Fiera Pessima ma se l’esperienza di settembre 2018 dovesse essere giudicata positivamente, si prenderà atto di quanto buono è stato realizzato e lo si trasferirà nell’edizione “Fiera Pessima 2019″, per iniziare ad avvicinare la nostra Fiera a quelle nazionali più evolute ed al passo con i tempi, dandole un’identità specifica che la trasformi da “mercato” a “Fiera”.
In conclusione, Confesercenti ribadisce che quanto detto è solo una proposta.

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