DISSECCAMENTO RAPIDO DELL’OLIVO: NESSUN RISCHIO PER LA VITE.

“Desolante”: è stata definita così la situazione riscontrata dalla delegazione della Coldiretti Puglia, guidata dal presidente, Gianni Cantele, e dal Direttore regionale, Antonio De Concilio, che ha compiuto oggi un nuovo sopralluogo in agro Copertino e Gallipoli, due delle zone più colpite dal ‘Complesso del disseccamento rapido dell’olivo’ che sta mettendo a rischio circa 6.000 alberi di olivo, tra cui molti secolari, disseminati su oltre 8.000 ettari di superficie agricola del Salento.
“Il fenomeno esige tempestività nell’isolamento del ceppo batterico e nell’immediata individuazione delle pratiche agronomiche della profilassi utile a prevenire il diffondersi della malattia, in modo da evitare che vengano intraprese strade inutili quanto dannose per le aree olivetate del Salento. – ha detto il presidente Cantele – Va riconosciuta agli imprenditori olivicoli l’importante opera di cordone sanitario a beneficio dell’intera collettività e monitorato con maggiore attenzione l’ingresso di piante ornamentali dall’estero. Per fortuna, intanto, sappiamo che il batterio non attacca la vite. Ora attendiamo il protocollo dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale che indichi esattamente le prescrizioni da seguire, evitando così un intervento repressivo della Comunità Europea”.
“Anche i rami più giovani, dopo gli interventi di potatura – ha raccontato il Direttore De Concilio – presentano i sintomi della batteriosi. Ufficializzeremo un documento che focalizza la necessità di indennizzo per sostenere gli imprenditori agricoli nelle proprie attività così gravemente compromesse. Chiediamo ancora una volta di mettere freno a dichiarazioni prive di fondamento rispetto ad una emergenza che va trattata con la massima delicatezza. Vanno al contempo evitate – incalza De Concilio – inutili quanto strumentali psicosi che rischiano di arrecare danno alla campagna olivicola-olearia, in considerazione del fatto che le olive in grado di produrre olio sono di ottima qualità e non risultano interessate dalla malattia. Va sostenuto – conclude De Concilio – il mondo della ricerca, affinché pervenga all’identificazione del ceppo batterico e all’individuazione di sistemi più efficaci di lotta”.
“Riteniamo che si debbano individuare efficaci misure finanziate dal Piano di Sviluppo Rurale Puglia – ricorda il Presidente della Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno – per rendere gli imprenditori agricoli soggetti attivi nella eradicazione della malattia, oltre a indennizzarli rispetto ad eventuali perdite di reddito. Al contempo va eliminato il divieto relativo alla bruciatura del materiale proveniente dalla potatura e dai residui vegetali potenzialmente ospitanti il parassita e va prevista l’assegnazione della maggiorazione dell’accredito d’imposta per carburante ad accisa agevolato – continua Piccinno – alle aziende che debbono provvedere alla pulizia della vegetazione spontanea per eliminare gli insetti vettori, a valersi sulle risorse regionali e nazionali da individuarsi per far fronte ai costi per gli interventi necessari nelle zone focolaio e per le aziende vivaistiche, compreso il mancato reddito”.

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