Depuratore Manduria -Sava: ecco perché i lavori si sono fermati

Alcune fasi dell’ iter procedurale della realizzazione del depuratore consortile Manduria – Sava presentano delle criticità. Le ha scoperte L’Associazione

“Tutti insieme per Manduria” che non ha mai smesso di seguire la vicenda. In una nota per meglio comprendere cosa sta accedendo l’associazione fa un breve excursus!
“I lavori iniziano,(quasi in estate), all’interno dell’area delimitata in corrispondenza della contrada “URMO”, con grande dispiegamento di Forza Pubblica per fermare le proteste dei cittadini che si erano presentati numerosi! I lavori, proseguono in “tutta fretta” anche durante la notte, ricorrendo persino all’ausilio dei riflettori!
Ad un tratto, dopo aver realizzato (la recinzione di cantiere, realizzazione delle strade d’accesso e gli scavi per l’alloggiamento delle vasche di depurazione),i lavori vanno scemando sino a “fermarsi del tutto”! ” “Furia francese e ritirata spagnola? – Niente affatto!”

L’associazione rileva come si è sviluppata sinora questa fase e risponde alla domanda che si sono fatti in tanti: come mai i lavori ora sono fermi?
“Nel mese di Novembre 2017, AQP presenta al Comune di Manduria la Variante al progetto del nuovo depuratore, che rispetto alla previsione originaria,interferisce parzialmente con il sopravvenuto PPTR Regionale per quanto riguarda i seguenti Ulteriori Contesti Paesaggistici (UCP):
 Area di rispetto del boschi!
 Area di rispetto dei parchi e delle Riserve Regionali!
Quindi, non è vero quello che viene scritto nella Relazione AQP:”È importante ricordare che le opere a farsi, in momenti e luoghi diversi, non hanno ricevuto il gradimento della popolazione e delle amministrazioni dei Comuni interessati. Nel tempo, nel territorio interessato, si sono manifestate forti opposizioni, sostenute anche dagli Enti Locali, alla realizzazione dell’intervento, soprattutto con riferimento alla realizzazione della condotta sottomarina. Dette opposizioni, di fatto hanno impedito per lungo tempo la realizzazione delle opere progettate”!
“La verità è che – spiega “Tutti insieme per Manduria” – ”il layout originario delle opere, licenziato con i provvedimenti fino ad ora esposti, interferisce parzialmente con il sopravvenuto PPTR Puglia e specificatamente con i regimi di tutela relativi ad Ulteriori Contesti Paesaggistici – UCP (Area di rispetto del boschi e Area di rispetto dei parchi e delle Riserve Regionali!”
Infatti, la Relazione prosegue dicendo:” al netto di considerazioni sul rango e portata delle autorizzazioni intercorse, AQP ha inteso prendere in considerazione una variazione planimetrica delle opere a farsi in maniera tale da poter compattare il layout impiantistico, ridurre al minimo le interferenze con le aree soggette a vincolo paesaggistico”!
A questo punto una domanda viene spontanea:”I lavori finora eseguiti, che hanno dovuto seguire le indicazioni dell’originario progetto, e quindi probabilmente eseguite anche all’interno dell’area vincolata; che fine faranno e chi pagherà per il loro ripristino se ripristino ci sarà?
L’associazione “Tutti insieme per Manduria” vuole mettere a disposizione dei cittadini, nel mese di febbraio, la proiezione di un documentario riguardo alle vicissitudini che stanno caratterizzando la realizzazione del depuratore consortile.

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