Depuratore. Francesco Di Lauro: “Inconciliabili strategie di lotta…ma si va avanti”

“Gentili amici, non è stato possibile comunicare le prossime mosse ed i tempi dei ricorsi durante la bellissima manifestazione di Torre Culumena, per il semplice motivo che
non mi è stato permesso parlarne. Altrettanto per il collega Manca, curatore del ricorso di un anno fa circa per Italia Nostra. Incredibile, ma vero…”

E’ quanto afferma l’avvocato Francesco Di Lauro all’indomani della manifestazione di protesta di Torre Colimena a cui ha preso parte nonostante i veti di alcuni organizzatori, veti che evidenziano una spaccatura nel comitato che di Unitario ha solo il nome.

“Quello che mi stupisce ogni volta è vedere che nonostante alcuni, tristi personaggi che minano il movimento dall’interno con veti, protagonismi, miserie umane generosamente e lealmente ‘illuminate’ con molti messaggi ‘vocali’ inviati al sottoscritto ‘per conoscenza’ da uno degli organizzatori, Mimmo Breccia, al quale va il mio ringraziamento per la lealtà dimostrata nonostante le differenti ‘visioni’ e strategie sul problema, la gente VUOLE LOTTARE ANCORA e noi abbiamo la responsabilità di indicare obiettivi possibili, realistici, ottimizzando questa incredibile forza popolare, di ogni colore e bandiera. Per questo, proprio per il rispetto che devo e dobbiamo tutti alle migliaia di partecipanti del 1° agosto e tutti coloro che avrebbero voluto esserci e non hanno voluto e potuto, ora non sacrificheremo più energie e non ingoieremo più rospi in nome di una ‘unità’ che è evidentemente inesistente, essendovi due visioni INCONCILIABILI DELLE STRATEGIE DI LOTTA: quelli che ‘arruolano’ cani e porci, che si affidano ai giullari ed ai mestatori della politica regionale i purché non si faccia ad un palmo dal mio c… ( e dalle mie case) e quelli che ci sono sempre stati, e sempre ci saranno, per una soluzione che rispetti l’amore per l’ambiente, per le riserve, per il nostro mare e qualsiasi altro mare del mondo. Mentre questa visione può comprendere la prima, NON E’ POSSIBILE IL CONTRARIO. Perciò devono essere le associazioni, i movimenti ed i comitati mossi da una storia e da un radicamento sinceramente ambientalista a dettare l’agenda. Se non ne sono in grado, possono farlo i singoli aderenti, non ci sono loghi e bandiere da anteporre al bene comune, anche e sopratutto quando la bandiera è lacera o è ‘unta’…
Di fronte all’imbarazzante (ed uso un eufemismo) immobilismo del responsabile regionale della associazione in cui stramilito da 45 anni, ho ottenuto l’appoggio del direttore Nazionale del WWF Italia, a nome di tutta la Associazione, ma…non abbiamo potuto spendere l’1° di agosto questo importante endorsement..così come non abbiamo potuto aggiornare su quando e quali ricorsi si faranno, posto che chi ha versato non si spiega il perché dell’attesa, che è invece legata alle condizioni per farlo, che non sono ancora mature (progetto esecutivo di scarico a mare etc), mentre si stanno preparando le osservazioni giuridiche al RINNOVO DEL PIANO TUTELA ACQUE , atto importantissimo…”

(Foto Antonio C. Nigro)

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