Depuratore: Emiliano invita a proposte alternative al bacino di Torre Colimena per lo scarico di emergenza

Sulla vicenda depuratore Consortile Manduria – Sava interviene nuovamente il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che in un post sul suo profilo FB tranquillizza
affermando che non esiste nessuna decisione sull’utilizzo del bacino di Torre Colimena o meglio “nessuna decisione sulla alimentazione con acqua dolce della vasca di affinamento di Torre Colimena”.
Il Presidente Emiliano ribadisce l’utilità dell’impianto nella difesa dall’inquinamento che oggi devasta la falda sotterranea e il mare. Lascia aperta a possibili variazioni la questione relativa al punto di localizzazione dello scarico di emergenza. Nulla vieta di installare lo scarico delle acque di prima pioggia in altro sito, – dice – che, in ogni caso deve essere costituito da un corpo idrico superficiale.

Il post integrale:
“Il dibattito sul depuratore consortile di Manduria e Sava dura da molti anni e ha determinato la mia amministrazione a scegliere di eliminare lo scarico a mare delle acque depurate con condotta sottomarina.

Si tratta dell’unico depuratore di tutta la Puglia le cui acque depurate non finiranno in mare come obbligano a fare le leggi italiane e le leggi europee.

Il mare infatti viene considerato il recapito delle acque da depurazione più rispettoso in assoluto dell’ambiente visto che ha la migliore capacità di abbattimento della carica batterica.

Abbiamo fatto questa scelta straordinaria e inizialmente addirittura vietata dalla legislazione italiana ed europea (abbiamo dovuto sollecitare e attendere dei mutamenti normativi e chiedere delle specifiche deroghe allo scarico in mare al Ministero dell’Ambiente) per assecondare una richiesta pressante delle popolazioni residenti intimorite dallo scarico in mare delle acque depurate.

Tali preoccupazioni erano del tutto infondate (lo scarico in mare è legale e viene considerato il più sicuro in assoluto da tutta la letteratura scientifica), ma ciononostante ho ritenuto di ascoltare e accontentare le numerosissime istanze di eliminazione dello scarico a mare con condotta sottomarina.

Grazie ai tecnici della Regione Puglia e dell’Acquedotto Pugliese abbiamo progettato un sistema di smaltimento delle acque depurate che consente il riuso in agricoltura pressoché integrale dei reflui e scarico sul suolo in trincee drenanti della parte residuale.

Ne consegue che la polemica politica che ancora infuria su questa fondamentale struttura posta a tutela del mare e della falda dall’inquinamento che attualmente devasta l’area e che potrebbe determinate l’apertura da parte della Unione Europea di una procedura di infrazione per inquinamento, è del tutto
ingiusta.

Addirittura alcuni soggetti, una volta resisi conto che avevamo effettivamente eliminato lo scarico a mare delle acque depurate e che dunque eravamo pronti a realizzare il depuratore, hanno aperto una nuova polemica sulla localizzazione dello stesso che in precedenza nessuno aveva posto.

Abbiamo spiegato che le modifiche progettuali che avevamo realizzato per eliminare lo scarico a mare delle acque depurate ci erano state cortesemente concesse già fuori tempo massimo dalla ditta appaltatrice di Aqp che si era aggiudicata i lavori già prima che io divenissi Presidente della Regione e che lo spostamento del sito del
depuratore dal luogo indicato dai Comuni di Avetrana e di Manduria non era più possibile senza che i predetti comuni si facessero carico dei costi milionari delle multe europee per l’inquinamento in atto e dell’azzeramento delle gare già espletate.

Nonostante questi vincoli derivanti dalla gara già espletata dalle precedenti amministrazioni, la Regione Puglia attraverso il confronto con la cittadinanza e la partecipazione dei territori, ha rivoluzionato il progetto iniziale eliminando lo scarico a mare delle acque depurate.

La Regione non si è mai sottratta agli incontri con tecnici, amministratori locali per spiegare, ma soprattutto per ascoltare.

Ci sono state ben sei proposte progettuali discusse, valutate e istruite dagli uffici con la partecipazione di tutti i soggetti del territorio.

Adesso nasce una ennesima “querelle” sulle modalità di scarico delle acque di prima pioggia dell’area del depuratore, il così detto scarico di emergenza che non ha nulla a che vedere con lo scarico delle acque depurate dal depuratore o peggio con i liquami o con ciò che potrebbe fuoriuscire in caso di guasti.

La legge obbliga tutti gli impianti industriali e persino i semplici parcheggi, nei casi di piogge brevi ed intense, a dotarsi di simili impianti che entrano in funzione non più di dieci volte all’anno.

Si dice da parte di alcuni che il recapito finale delle acque di prima pioggia depurate sarà la vasca artificiale di affinamento del consorzio irriguo dell’Arneo sita a Torre Colimena.

Effettivamente questa è una delle possibilità perché tale vasca di affinamento si sta progressivamente salinizzando a causa dell’intrusione dell’acqua marina con grave danno della flora e della fauna che ivi si è stanziata.

Ma nessuna decisione è stata ancora presa e nulla vieta di installare lo scarico delle acque di prima pioggia in altro sito, in ogni caso costituito da un corpo idrico superficiale.

Dunque la questione relativa al punto di localizzazione dello scarico di emergenza è del tutto aperta.

In sede di conferenza dei servizi che sarà incardinata presso gli uffici regionali competenti potranno essere proposte e valutate altre soluzioni aventi caratteristiche progettuali adeguate e conformi alla legge per quest’ultimo punto di emergenza.

Ció che dovrebbe preoccupare i tanti speculatori politici di questa vicenda è che senza depuratore non sarà possibile allacciare alla fogna pubblica centinaia di case sul mare che stanno inquinando il mare che tanto dicono di voler difendere.”

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