Buona sanità a Taranto: primo caso di fusione in Puglia dell’articolazione sacroiliaca

E’ stato eseguito con successo a Taranto presso il Presidio Ospedaliero Santissima Annunziata il primo caso di fusione in Puglia dell’articolazione sacroiliaca mediante approccio mini invasivo.
L’intervento, lo scorso 24 Giugno, diretto dal Dr. Nicola Gigante, Neurochirurgo, responsabile Neurotraumatologia, ha permesso di stabilizzare l’articolazione sacroiliaca destra in una paziente di 62 anni, sofferente di dolore lombare causato dalla disfunzione di tale articolazione.
pevis_implants
Coinvolti dallo stesso problema il 15-25 % dei pazienti che soffrono di dolore lombare. I sintomi principali correlati alla disfunzione dell’articolazione sacroiliaca (SI) possono essere: lombalgia (al di sotto di L5), dolore nella zona pelvica/glutei, dolore all’anca/inguine, dolore agli arti, difficoltà a dormire, instabilità di una delle due gambe, problemi a stare seduti.
Il metodo più utilizzato per stabilire con precisione la causa del dolore all’articolazione (SI) è iniettare nell’articolazione stessa degli antidolorifici. Se dopo l’iniezione il dolore si riduce, in modo significativo, è possibile concludere che l’articolazione (SI) è la causa della lombalgia o uno dei principali fattori che contribuiscono a provocarla.
Questa paziente,- hanno spiegato in una nota dalla Asl di Taranto – oltre ad essere stata sottoposta ad infiltrazione diagnostica e terapia conservativa, ha costantemente ripresentato la medesima sintomatologia. Per questo motivo il Dr. Gigante ha optato per l’opzione chirurgica mini invasiva mediante sistema iFuse.
L’approccio mini invasivo ha permesso di ridurre al minimo le perdite ematiche e il periodo di degenza. Inoltre, tutte le strutture anatomiche che contengono il movimento fisiologico dell’articolazione vengono preservate ed il risultato è una fissazione stabile nel tempo che garantisce al paziente miglioramenti già subito dopo l’intervento.
L’intera procedura, nel caso specifico, è stata eseguita attraverso una piccola incisione (circa 2,5 cm), lungo il lato del gluteo. Durante l’intervento, il chirurgo ha utilizzato la fluoroscopia per ottenere immagini in tempo reale e agevolare il corretto posizionamento degli impianti, l’intervento è durato all’incirca un’ora ed è stato possibile dimettere dall’ospedale già dopo un paio di giorni dopo l’operazione, decisione in base alle condizioni postoperatorie del paziente.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: