Brindisi: istiga alla corruzione un collega, interdetto medico leccese

Avrebbe istigato alla corruzione il direttore dell’Unità operativa di Medicina dell’ospedale di Ostuni, chiedendogli di indirizzare i pazienti verso la clinica privata Salus di Brindisi, accreditata con il servizio sanitario nazionale, in cui prestava servizio. Luigi Mariano, medico specialista di Lecce è stato interdetto e per nove mesi non potrà esercitare la professione di medico. Si tratta di un provvedimento emesso dal Gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura, a seguito delle indagini effettuate dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Taranto.

Le indagini sono partite nel settembre 2018, a seguito di una denuncia sporta dal direttore generale della Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone. Da quanto emerso nel corso delle indagini, il professionista avrebbe tentato di trasferire pazienti affetti da neoplasie epatiche ricoverati in una pubblica struttura verso la clinica privata Salus in cui lavorava, (estranea alle indagini) al fine di effettuare trattamenti sanitari altamente remunerativi, finalizzati ad incrementare le prestazioni di ricovero presso la stessa clinica e, quindi, il suo “budget”.

Per la sua disponibilità, il medico ospedaliero, che ha rifiutato la proposta, sarebbe stato ricompensato con del denaro attraverso il conferimento di una consulenza scientifica retribuita da parte della clinica. Nel contesto investigativo è altresì emerso che i trattamenti sanitari da espletare nella clinica privata non erano “necessari” in quanto potevano essere eseguiti tranquillamente presso la Asl di Brindisi, attrezzata per tale tipo di servizio.

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