Bambi: uno dei quattro cacciatori ha confessato. Rischiano due anni di reclusione

Sono un 64enne e un 60enne già gravati da pregiudizi penali i presunti autori dell’uccisione del daino,
una femmina adulta che si aggirava nelle campagne di Manduria dopo essere sfuggita ad un agriturismo di Torricella dove viveva con altri esemplari.
I due con la complicità di altre due persone in corso di identificazione hanno teso una trappola alla povera Bambi, così era stata ribattezzata dagli animalisti. Attirato il daino con un melograno (pare siano ghiotti di questo frutto) gli hanno sparato a bruciapelo un colpo in testa.
Dopo aver ricevuto la denuncia la Polizia, supportata da importanti testimonianze, si è messa sulle tracce degli spietati cacciatori. Infatti alcuni giorni prima nelle vicinanze della zona dove era stata segnalata la presenza del daino, era stato notato un furgone bianco. Elemento utile che ha permesso agli investigatori di giungere ai presunti colpevoli. Nel corso di una perquisizione domiciliare gli agenti del Commissariato di Manduria hanno rinvenuto nel congelatore del 64 enne 8 kg e mezzo di carne che, inizialmente ha dichiarato essere di maiale, poi dopo la verifica del veterinario della Asl che accertava fosse proprio quella daino, al pregiudicato non è rimasto altro che confessare. Il prosieguo delle indagini, ha permesso anche di identificare il complice, un 60enne anch’egli gravato da pregiudizi penali. Per i due uomini è scatta la denuncia in stato di libertà. Ma ci sarebbero altri due individui che hanno preso parte all’uccisione del daino ed alla successiva macellazione dell’animale. Al vaglio anche la posizione dei proprietari di un casolare dell’uliveto dove sarebbe avvenuta l’uccisione dell’animale protetto tra le campagne di Manduria e San Cosimo alla Macchia. Nei loro confronti potrebbe scattare la denuncia per favoreggiamento. I cacciatori invece potrebbero rispondere del reato di crudeltà, lesione e conseguente morte di specie protetta punito con la reclusione sino a due anni e una multa che può raggiungere i 45 mila euro.
Sotto choc la comunità manduriana dopo aver appreso la terribile notizia ha commentato duramente sui social la spietata uccisione del daino che si stava cercando di proteggere proprio dalla barbarie di qualche squilibrato.

Un simile sconforto si registrò nell’ottobre del 2014 con la scomparsa di Annibale e Svevo, l’asino e il cavallo murgiano di proprietà delle Riserve naturali litorale tarantino orientale. Furono rubati dal recinto di Masseria della Marina, sede del Parco. I due equini, mascotte della Riserva, erano utilizzati per le attività di didattica. Nonostante le ricerche non furono mai ritrovati né scoperti gli autori del furto.

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