Pugliese (Uil): “Realizzazione del San Cataldo, un fallimento annunciato”

“Abbiamo già espresso, in tutte le sedi, la nostra contrarietà al Piano di Riordino Ospedaliero regionale e continuiamo a non comprendere l’ostinazione sulla realizzazione del San Cataldo, un fallimento annunciato. Con meno soldi si potrebbe ampliare l’ospedale Nord”. Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, boccia il progetto che prevede la costruzione di un nuovo ospedale a Taranto e contro il quale l’organizzazione sindacale ha presentato un ricorso.

“Pur prendendo atto dell’assenza di un hub ospedaliero nella provincia ionica, – afferma Pugliese – ci pare davvero incomprensibile l’ostinazione sulla realizzazione dell’ospedale San Cataldo, un nosocomio da 750 posti letto che, nella migliore delle ipotesi, verrà costruito entro 6 anni, per giunta in aperta campagna e senza infrastrutture di collegamento e servizi basilari”.

Aldo Pugliese ricorda che la costruzione del San Cataldo “calpesta le normative vigenti, motivo che ci ha spinto a presentare ricorso attraverso un legale di fiducia. Il progetto è, infatti, privo della Valutazione d’Impatto Ambientale, della Valutazione Ambientale Strategica e in completa dissonanza con i dettami del Piano Territoriale Paesaggistico, che vieta espressamente ulteriore consumo di suolo. Inoltre, va rammentato che la zona individuata per l’opera è priva di qualsivoglia infrastruttura, di servizi e di collegamenti, che non rientrano nel progetto finanziato e che, pertanto, ricadrebbero sul Comune di Taranto. E dubitiamo che il Comune, già chiamato ad approvare una rocambolesca variazione sul piano regolatore per dare il via al San Cataldo, sia in grado di affrontare una spesa così onerosa, senza considerare che la costruzione di strade e servizi moltiplicherebbe i tempi di realizzazione. Che vantaggi potrebbe dare a una provincia già ultima in Italia per rapporto posti letto/abitante e per qualità del servizio sanitario – si chiede Pugliese – travolta da miriadi di emergenze sanitarie e ambientali, un mega ospedale irraggiungibile dai cittadini e sprovvisto di energia, gas, acqua e rete fognaria?”.

“Ribadiamo, quindi, la nostra proposta – conclude il Segretario regionale della UIL – ovvero utilizzare i fondi disponibili (più di 200 milioni del contratto istituzionale per lo sviluppo di Taranto) per ampliare l’ospedale Nord, che per posizione e qualità potrebbe addirittura ergersi a polo d’eccellenza sanitario al servizio del territorio. Ciò permetterebbe di dimezzare tempi – al momento incerti – e costi dell’operazione, aumentandone l’efficacia ed evitando, così, un fallimento annunciato”.

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